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Francesco Foti

Mercoledì 8 e giovedì 9 maggio dalle ore 9,00 alle ore 11,00 gli alunni delle cl. 5^ che hanno scelto la scuola media Nievo sono invitati ad un’occasione per conoscere la scuola, gli ambienti di apprendimento, gli insegnanti e i loro compagni più grandi. Giocheranno per conoscere le aule e i laboratori e faranno una prima visita alla scuola che frequenteranno da settembre. Oltre alle classi quinte del nostro Istituto Comprensivo attendiamo tutti coloro che ci hanno scelto provenendo dalle altre scuole e dai Comuni vicini.
La dirigente scolastica e gli insegnanti

Oggi si è tenuta l’annuale cerimonia della consegna delle borse di studio agli alunni meritevoli delle classi seconde e terze della Scuola media “I. Nievo”. I nostri più vivi complimenti.
I premiati sono stati: Cecilia Ferro Milone II A, Matteo Perna II B, Giada Viel II C, Steccazzini Mario II D, Giulio Bello II E, Giacomo Montenero II E, Elena de Pellegrin II F, Colls Matteo III A, Chiara Ritrovato III B, Christian Campisi III C, Di Pancrazio Matteo III D, De Francesco Lukas III D, Jerman Marco III E, Nicolas Arman III E e Ludovico Mario III F.

In questi giorni alcuni articoli sui giornali locali hanno enfatizzato un episodio avvenuto nel cortile della nostra scuola Nievo, e hanno offerto lo spunto alla comunità scolastica (alunni, insegnanti e genitori) per riflettere su alcuni temi che pervadono la nostra società e sulle modalità con cui vengono comunicati.
Ci siamo chiesti quale sia per la società il valore informativo di articoli che cercano a tutti i costi lo scoop, la notizia sensazionale, tanto che uno spintone tra ragazzi diventa una rissa in piena regola a cui riservare titoloni sul quotidiano. Quale sia il confine tra informare e manipolare una notizia per renderla più appetibile ai lettori, infarcendola di dichiarazioni anonime e non verificabili.
Ci interroghiamo tutti i giorni, con i ragazzi nelle classi, su chi sia lo “straniero” per ognuno di noi.
Perchè è innegabile che l’enfasi data alla notizia abbia posto l’accento sulla contrapposizione tra “noi” e “loro”, tra “italiani” e “stranieri”, tra alunni del CPIA e alunni della scuola media Nievo, peraltro tutti minorenni. Da anni il CPIA e la Nievo convivono e condividono alcuni spazi senza che ci sia mai stato alcun problema, anzi talvolta progettando insieme attività , incontri e scambi culturali: la mission di entrambe le scuole è educare al rispetto, alla conoscenza dell’altro e al superamento delle barriere culturali. Valori che in questo tempo certo fanno fatica ad emergere, ma che tenacemente e con convinzione le due scuole perseguono.
Ci siamo chiesti se chi fa informazione e comunicazione all’interno della nostra società senta la responsabilità insita nel proprio lavoro, e lavori per creare aggregazione tra istituzioni e non per disgregare i legami che ancora tengono insieme, vogliamo sperare, la nostra comunità.
Ci siamo anche interrogati sul senso di alcune dichiarazioni rilasciate da (presunti?) genitori che nascondendosi dietro l’anonimato hanno usato i giornali per denigrare l’immagine della scuola frequentata dai loro stessi figli, parlando di inesistenti coltelli e sanguinamenti, o lasciando intendere che gli episodi di violenza tra coetanei siano all’ordine del giorno. A quale scopo ingenerare questo clima di sospetti e paura nell’ambiente frequentato quotidianamente dai propri figli? A chi giova questo demolire con frasi infelici un lavoro paziente, saggio e attento compiuto tutti i giorni dagli educatori che nella scuola spendono la loro professionalità ?
La scuola è una comunità, e come tale tiene insieme e rende proficua la convivenza di centinaia di persone, tutti i giorni, instancabilmente, con dedizione, competenza e affidabilità. Certo che ci sono conflitti al suo interno: dalle divergenze di opinioni ai contatti più fisici tra adolescenti , che però non travalicano mai i confini tra legalità e illegalità. Fanno parte del vivere insieme, del confronto tra persone diverse, della dialettica interna a ogni organizzazione, sintomo di un organismo vitale e sano, perché nel confronto si cresce e si migliora. Non esistono comunità asettiche, sterilizzate in un sottovuoto emotivo. La vita, la società, la cultura, sono fatte di confronti, a volte di scontri, di dialettica e di idee diverse e la scuola è una palestra in cui la vita si “prova” e ci si sperimenta in un ambiente di relazioni complesse.
Noi lavoriamo perchè i nostri ragazzi escano dalla Nievo con un bagaglio di competenze, di informazioni e di esperienze che consentirà loro di muoversi nella vita con i giusti strumenti e di comprendere la complessità del futuro. Chiediamo solo di poter fare il nostro lavoro in collaborazione autentica e aperta con il resto della società: genitori, istituzioni, organi di comunicazione, remando tutti dalla stessa parte e non gettando discredito gli uni sugli altri. Non “contro” ma “con” la scuola e i tanti genitori che ci apprezzano e ci sostengono. Dalla scuola e dal nostro impegno comune e condiviso possiamo partire per rendere migliore il nostro futuro, l’ambiente umano in cui viviamo e quindi anche le istituzioni e le parti politiche che ci rappresenteranno. Chiediamo anche a chi non lavora nella scuola di credere in questo e di aiutarci a realizzarlo.
La dirigente Bruna Codogno e i docenti della Scuola media I. Nievo –  Il presidente Paolo Bello e i genitori del Consiglio di Istituto


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